di Michelangelo Antonioni
Italia 1955, drammatico, 106', b/n. Con Eleonora Rossi Drago, Gabriele Ferzetti, Franco Fabrizi, Valentina Cortese, Yvonne Furneaux, Madeleine Fischer, Ettore Manni, Anna Maria Pancani, Maria Gambarelli, Luciano Volpato, Alessandro Fersen, Concetta Biagini.
Le amiche è quasi sicuramente il film di Antonioni più sottovalutato. All’epoca di questo film, il regista era ancora alla ricerca di una forma ed uno stile che non avrebbero trovato piena realizzazione nemmeno col successivo capolavoro Il grido (1957), ma solo con L’avventura (1960). Tuttavia, se lo stile può definirsi qui ancora acerbo, di certo non si può dire lo stesso delle tematiche affrontate, che Antonioni aveva ben chiare in mente sin dal suo primo film. Almeno sino a Il deserto rosso (1964), la sua filmografia costituisce infatti un unico discorso ininterrotto che perderebbe indubbiamente in profondità e ricchezza di sfumature qualora i vari tasselli che lo compongono venissero analizzati isolatamente. Sbaglia, pertanto, chi crede che L’avventura rappresentò una rottura rispetto a Il grido: a livello formale probabilmente sì, a livello contenutistico assolutamente no, tanto che si può parlare a ragione di “prosecuzione”. Sbagliato e assolutamente fuorviante quindi a mio avviso considerare una tetralogia L’avventura, La notte, L’eclisse e Il deserto rosso (una classificazione che non a caso venne operata dalla critica, e non dallo stesso Antonioni), come se costituissero un blocco isolato e a suo modo indipendente da quanto c’era stato prima. Ma torniamo a Le amiche, che a ben vedere contiene, in nuce, entrambi i due (più famosi) film successivi.