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venerdì 8 luglio 2011

Caro diario

di Nanni Moretti

Italia 1993, commedia, 100'. Con Nanni Moretti, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Claudia Della Seta, Lorenzo Alessandri, Raffaella Lebboroni, Marco Paolini, Moni Ovadia, Riccardo Zinna, Jennifer Beals, Alexandre Rockwell, Giulio Base, Carlo Mazzacurati, Italo Spinelli, Valerio Magrelli, Sergio Lambiase, Gianni Ferraretto, Pino Gentile, Serena Nono, Mario Schiano.

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Locandina

Caro diario è un grande film e come tutti i grandi film è un’opera di straordinaria semplicità, a partire dalla struttura tripartita ad episodi che ne maschera bene l’insospettata complessità e contemporaneamente ne suggerisce un’apparente ed ingannevole sconnessione narrativa. Nella prima parte del film, che è intitolata In vespa, siamo a Roma nel mese di agosto, dove il personaggio-protagonista girovaga appunto in vespa, cercando quartieri e luoghi inusuali. Va al cinema e vede, oltre a un film italiano sulle sconfitte presunte della sinistra e del ‘68, Henry – Pioggia di sangue (1986) di John McNaughton. Trovandolo brutto e troppo violento, decide di fare un terzo grado a un critico che ne ha tessuto le lodi con un linguaggio pseudo-colto e incomprensibile (piccola apparizione di Carlo Mazzacurati). Dopo aver osservato delle coppie ballare il merengue, incontra Jennifer Beals, la protagonista di Flashdance (1983) di Adrian Lyne, che lui aveva in precedenza elogiato. Infine visita il luogo dove venne assassinato Pier Paolo Pasolini. Nella seconda parte, Isole, la più disimpegnata e divertente, incontra un amico che non ama la televisione. Insieme girano le isole Eolie fino a quando la tranquillità e la solitudine non fanno esplodere l’amico, che si converte a Beautiful e a Chi l’ha visto? e fugge verso il continente.

domenica 3 luglio 2011

Il Caimano

di Nanni Moretti

Italia / Francia 2006, drammatico, 112'. Con Silvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Nanni Moretti, Elio De Capitani, Dario Cantarelli, Antonio Catania, Cecilia Dazzi, Martina Iero, Luisa De Santis, Giacomo Passarelli, Daniele Rampello, Toni Bertorelli, Anna Bonaiuto, Valerio Mastandrea, Giuliano Montaldo, Tatti Sanguineti, Jerzy Stuhr, Michele Placido, Paolo Virzì, Paolo Sorrentino, Carlo Mazzacurati, Antonello Grimaldi, Stefano Rulli, Antonio Petrocelli, Paolo De Vita, Giancarlo Basili, Lorenzo Alessandri, Giovanna Nicolai, Matteo Garrone.

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Locandina

Il Caimano è un film almeno tre volte inutile. È inutile perché è un film su Silvio Berlusconi e sulle sue origini politiche che si limita ad enunciare verità del tipo “i soldi di Berlusconi non sono piovuti dal cielo” oppure “Berlusconi entrò in politica per non andare in galera”: capirai che scottanti rivelazioni da cinema di denuncia impegnato (quello alla Elio Petri che non a caso viene evocato nel film). È inutile perché è un film su una crisi di coppia che non riesce mai a distaccarsi dalle solite banalità trite e ritrite sul tema (a partire dai problemi che per i figli possono derivare da una separazione), nonostante certe scene che si vorrebbero strazianti (il maglione di Margherita Buy distrutto dalla gelosia di Silvio Orlando). È inutile perché è l’ennesimo, noioso film sul cinema nel cinema per il quale non sarebbe il caso di scomodare Fellini e il suo , se non per maledirlo del suo nefasto effetto a livello di proseliti. Un produttore cinematografico di film di serie B, Bruno Bonomo, che negli anni Settanta si dedicava al cinema trash con la moglie, attraversa un momento difficile, sia professionalmente sia umanamente: la sua casa produttrice è sull’orlo del fallimento ed il suo matrimonio sta andando in pezzi. La sua unica ancora di salvezza sembra essere il copione di una giovane regista, Teresa, che decide di girare un film intitolato Il Caimano, film che vuole raccontare la storia di Silvio Berlusconi.

martedì 31 maggio 2011

La stanza del figlio

di Nanni Moretti

Italia / Francia 2001, drammatico, 99'. Con Nanni Moretti, Laura Morante, Jasmine Trinca, Giuseppe Sanfelice, Silvio Orlando, Stefano Accorsi, Claudia Della Seta, Sofia Vigliar, Renato Scarpa, Roberto Nobile, Paolo De Vita, Roberto De Francesco, Claudio Santamaria, Antonio Petrocelli, Lorenzo Alessandri, Alessandro Infusini, Silvia Bonucci, Marcello Bernacchini, Alessandro Ascoli, Stefano Abbati, Toni Bertorelli, Dario Cantarelli, Eleonora Danco, Emanuele Lo Nardo.

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Locandina

La stanza del figlio è — prima ancora di un film sul lutto e sulla sua elaborazione — un film sulla famiglia. La famiglia in questione è composta da Giovanni (uno psicanalista), dalla moglie Paola e dai due figli, Andrea ed Irene. La loro vita piena di armonia e tranquillità viene improvvisamente travolta nel momento in cui Andrea, durante una delle sue consuete immersioni da appassionato di subacquea, ha un incidente e, colto da embolia, muore. Si dice spesso che il cinema italiano d’oggi non sa parlare d’altro che di famiglie in crisi ed adolescenti, di quarantenni immaturi, di vacanze per minorati mentali. Lo dice Quentin Tarantino e, al di là di generalizzazioni più o meno contestabili, è difficile dargli torto. Lo dice Tarantino, che riguardo al regista di Bianca afferma: «Moretti fa le sue cose, è uno che porta energia vitale e respiro al cinema». Io non sono un fan di Tarantino né sono un fan particolarmente accanito di Moretti, specie dell’ultimissimo (Il Caimano e Habemus Papam). Ma La stanza del figlio, Palma d’oro a Cannes 2001, è a mio avviso un film bellissimo ed uno dei più riusciti del regista, nonostante sia da annoverarsi senza dubbio tra i meno “morettiani”: a differenza delle altre sue opere, questo film presenta infatti per la prima volta una solida struttura narrativa, tanto compiuta da potersi definire quasi infallibile (la bellissima sceneggiatura è firmata dal regista con Linda Ferri e Heidrun Schleef); inoltre, scompare il “personaggio” Moretti, nascostosi per anni ed anni sotto lo pseudonimo di Michele Apicella e messo in scena  finalmente in prima persona solo nei due film precedenti (Caro diario e Aprile).

mercoledì 25 maggio 2011

Aprile

di Nanni Moretti

Italia 1998, commedia, 78'. Con Nanni Moretti, Silvio Orlando, Silvia Nono, Pietro Moretti, Agata Apicella Moretti, Nuria Schoenberg, Silvia Bonucci, Quentin de Fouchecour, Renato De Maria, Claudio Francia, Jacopo Francia, Matilde Francia, Daniele Luchetti, Giovanna Nicolai, Nicola Piepoli, Corrado Stajano, Angelo Barbagallo, Marco Messeri, Andrea Molaioli.

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Locandina

Aprile inizia con il discorso di Emilio Fede al Tg4 per annunciare la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 1994, e Moretti che dice: «La sera del 28 marzo del 1994, quando vinse la destra, per la prima volta in vita mia mi feci una canna». Dopo Caro diario, Moretti torna a  fondere vita politica e vita quotidiana. E lo fa, ancora una volta, con la forma episodica, molto libera, del diario. L’aprile del titolo è quello del 1996, un mese che porta due lieti eventi nella vita del regista: la nascita del figlio Pietro e, appena tre giorni dopo, la vittoria della sinistra (del centro-sinistra) alle elezioni politiche anticipate con la coalizione guidata da Prodi. Aprile è uno dei film più sereni e spensierati di Moretti. Solare, leggero, divertito, divertente. Qui il regista non vuole fare nessuna morale, né indagare in alcun modo la psicologia dei personaggi come in film quali Bianca o La stanza del figlio: vuole raccontarsi e raccontare il suo Paese, attraverso alcuni episodi come la manifestazione del 25 aprile sotto la pioggia contro il governo Berlusconi, le manifestazioni leghiste a Venezia e lo sbarco dei profughi albanesi in Puglia.

domenica 22 maggio 2011

La messa è finita

di Nanni Moretti

Italia 1985, drammatico, 94'. Con Nanni Moretti, Marco Messeri, Ferruccio De Ceresa, Enrica Maria Modugno, Dario Cantarelli, Giovanni Buttafava, Luisa De Santis, Pietro De Vico, Eugenio Masciari, Vincenzo Salemme, Roberto Vezzosi, Margarita Lozano, Luisanna Pandolfi, Manfredi Aliquo, Francesco Di Giacomo, Mauro Fabretti, Antonella Fattori, Inigo Lezzi, Luigi Moretti, Bianca Pesce, Carlina Torta, Mario Monaci Toschi, Mariella Valentini.

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Locandina

La messa è finita riprende e prosegue il discorso sulla ricerca della felicità e sulla coppia iniziato con Bianca. Don Giulio è un sacerdote che, dopo anni trascorsi in missione in un paesino lontano, fa ritorno a Roma, la sua città natale, dove gli viene assegnata una piccola parrocchia di periferia: deve sostituire un prete che ha rinunciato all’abito talare per metter su famiglia. Giulio è contento di poter riabbracciare i genitori e la sorella, e rivedere gli amici di un tempo. Tuttavia, ben presto si rende conto che ogni cosa è cambiata: il suo amico Saverio, deluso da una storia d’amore finita male, è divenuto paranoico ed è chiuso in casa; Cesare dichiara di voler avvicinarsi al cattolicesimo ma la sua sembra una decisione di convenienza e non dettata da vera fede; un altro amico, Andrea, ha un passato di terrorista ed è alle prese col processo; mentre Gianni vive la sua omosessualità non dichiarata. La situazione peggiore però è proprio all’interno della sua famiglia, dove il padre, ormai anziano, prende una cotta per una ragazza e lascia la moglie, che entra in una profonda depressione.

Bianca

di Nanni Moretti

Italia 1984, drammatico, 96'. Con Nanni Moretti, Laura Morante, Roberto Vezzosi, Remo Remotti, Claudio Bigagli, Enrica Maria Modugno, Vincenzo Salemme, Margherita Sestito, Dario Cantarelli, Virginie Alexandre, Matteo Fago, Giovanni Buttafava, Luigi Moretti, Giorgio Viterbo, Mario Monaci Toschi, Mauro Fabretti, Nicola Di Pinto, Gianfelice Imparato.

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Locandina

Bianca è la professoressa di francese interpretata da Laura Morante — alla sua seconda collaborazione col regista dopo Sogni d’oro — nel quarto film di Nanni Moretti. Quel nome femminile, che richiama alla mente un’immagine di candore e purezza assoluti, non è certo casuale. Il protagonista del film è Michele Apicella, alter ego del regista, qui professore di matematica che si stabilisce nella sua nuova casa romana facendo la conoscenza dei suoi vicini: una giovane coppia che è alle prese con i problemi di tutti  i giorni e un anziano signore amante delle donne e della bella vita. Michele vive da solo ed è pieno di fobie: igienista all’eccesso, perfezionista, osservatore quasi ossessivo della realtà e della gente che gli sta intorno, scrutatore della vita altrui che giudica persino dalle scarpe. Nelle ore libere Michele si dedica alla sua più grande passione, l’osservazione dei comportamenti dei propri amici, specialmente delle coppie: una sorta di ossessiva indagine di cui riporta i risultati su schede conservate in un archivio. Michele controlla la vita degli altri così come controlla il mondo intero, nel tentativo di riportarlo a quello che ritiene essere l’ordine corretto. Finché non incontra appunto Bianca...

martedì 3 maggio 2011

Palombella rossa

di Nanni Moretti

Italia 1989, commedia, 89'. Con Nanni Moretti, Silvio Orlando, Mariella Valentini, Alfonso Santagata, Claudio Morganti, Asia Argento, Eugenio Masciari, Mario Patanè, Antonio Petrocelli, Remo Remotti, Fabio Traversa, Giovanni Buttafava, Gabriele Ceracchini, Luisanna Pandolfi, Imre Budavari, Mauro Maugeri, Marco Messeri, Daniele Luchetti, Carlo Mazzacurati, Raoul Ruiz.

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Locandina

Palombella rossa è un film riuscito nonostante tutti i suoi limiti. È un’opera autobiografica, con tutti i limiti delle opere autobiografiche, a partire dalla diffusa ma erronea convinzione per la quale le proprie ossessioni personali divengono automaticamente collettive nel momento in cui si fanno pellicola. È un film politico, con tutti i limiti di quei film che, scegliendo di parlare di politica (mezzi) anziché degli ideali (fini) che della politica dovrebbero costituire il vero e proprio cuore pulsante, si impegnano politicamente in modo forse fin troppo diretto. È addirittura un film sportivo, con la pallanuoto che può essere considerata di diritto la vera protagonista del film. Ecco, dall’accostamento di queste tre anime — autobiografica, politica e sportiva — nasce tuttavia un film così inconsueto da risultare a tratti quasi misterioso, e sicuramente unico e inimitabile. Michele Apicella è un funzionario del PCI che in seguito ad un incidente stradale si ritrova senza memoria. Il film si sviluppa intorno a una partita di pallanuoto (sport praticato sin da adolescente dal regista) in cui il protagonista cerca di ritrovare la memoria perduta attraverso un riaffiorare di ricordi confusi e ed una realtà che non riesce a comprendere o nella quale non si riconosce.

mercoledì 27 aprile 2011

Habemus Papam

di Nanni Moretti

Italia / Francia 2011, commedia, 102'. Con Michel Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy, Franco Graziosi, Leonardo Della Bianca,Camilla Ridolfi, Camillo Milli, Roberto Nobile, Gianluca Gobbi, Ulrich von Dobschütz, Dario Cantarelli, Manuela Mandracchia, Teco Celio, Roberto De Francesco, Chiara Causa, Massimo Dobrovic.

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Locandina

Nanni Moretti compone un elogio — insicuro e pieno di dubbi — del diritto all’insicurezza e al dubbio. Siamo a Roma, dove dopo la morte del pontefice si riunisce il conclave col compito di eleggere il nuovo Papa. Dopo alcune fumate nere e contro ogni aspettativa, viene eletto a sorpresa l’anziano cardinale francese Melville. Al momento della pubblica proclamazione, mentre il cardinale protodiacono è in procinto di annunciare — pronunciando la famosa formula latina — il nome del nuovo Papa alla folla dei fedeli riuniti in piazza San Pietro, il neo-eletto ha una violenta crisi di panico e fugge via nello sconcerto generale, interrompendo la cerimonia prima che sia pubblicamente proclamata la sua elezione. Il regista di Bianca e La stanza del figlio parte da questa affascinante immagine — l’uomo che dovrebbe essere guidato dalla mano di Dio e guidare i fedeli a sua volta, che sprofonda nell’insicurezza e nella depressione — per costruire, insieme a Francesco Piccolo e Federica Pontremoli (che firmano nuovamente la sceneggiatura con lui dopo il mediocre e sopravvalutato Il Caimano), un invito un po’ scontato ad un ritorno ad una Fede (e non solo) fatta di più dubbi e meno certezze.