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venerdì 23 settembre 2011

Carnage

di Roman Polanski

Carnage, Francia / Germania / Polonia / Spagna 2011, commedia, 79'. Con Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly.

❋❋❋½

Locandina italiana

Si può girare, nel 2011, un film ambientato tutto in una stanza, con (letteralmente) quattro attori, senza annoiare? Se ci si chiama Roman Polanski, la risposta è sì. Affascinato fin da sempre dagli ambienti chiusi e claustrofobici — basti pensare a film come Repulsion, Rosemary’s baby e L’inquilino del terzo piano (che molti raccolgono insieme a idealmente costituire una sorta di “trilogia dell’appartamento”), La morte e la fanciulla o anche allo stesso Il coltello nell’acqua, ambientato su una barca — il regista polacco non si è smentito nemmeno nelle vesti di solo attore: non bisogna infatti dimenticare il claustrofobico Una pura formalità di Tornatore, da lui interpretato accanto a Gérard Depardieu. Qui parte dalla pièce teatrale “Il dio del massacro” di Yasmina Reza (da lui sceneggiata insieme all’autrice) per costruire un congegno narrativo che rasenta — almeno nella prima parte — la perfezione. In una lite al parco un ragazzino di undici anni colpisce un coetaneo al volto con un bastone. I genitori, due coppie di Brooklyn, decidono di incontrarsi per discutere del fatto e risolvere la cosa da persone civili. Ma ben presto, gli iniziali convenevoli si trasformano in battibecchi velenosi e il comportamento delle due coppie degenera in situazioni assurde e ridicole.

venerdì 8 luglio 2011

Caro diario

di Nanni Moretti

Italia 1993, commedia, 100'. Con Nanni Moretti, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Claudia Della Seta, Lorenzo Alessandri, Raffaella Lebboroni, Marco Paolini, Moni Ovadia, Riccardo Zinna, Jennifer Beals, Alexandre Rockwell, Giulio Base, Carlo Mazzacurati, Italo Spinelli, Valerio Magrelli, Sergio Lambiase, Gianni Ferraretto, Pino Gentile, Serena Nono, Mario Schiano.

❋❋❋❋½

Locandina

Caro diario è un grande film e come tutti i grandi film è un’opera di straordinaria semplicità, a partire dalla struttura tripartita ad episodi che ne maschera bene l’insospettata complessità e contemporaneamente ne suggerisce un’apparente ed ingannevole sconnessione narrativa. Nella prima parte del film, che è intitolata In vespa, siamo a Roma nel mese di agosto, dove il personaggio-protagonista girovaga appunto in vespa, cercando quartieri e luoghi inusuali. Va al cinema e vede, oltre a un film italiano sulle sconfitte presunte della sinistra e del ‘68, Henry – Pioggia di sangue (1986) di John McNaughton. Trovandolo brutto e troppo violento, decide di fare un terzo grado a un critico che ne ha tessuto le lodi con un linguaggio pseudo-colto e incomprensibile (piccola apparizione di Carlo Mazzacurati). Dopo aver osservato delle coppie ballare il merengue, incontra Jennifer Beals, la protagonista di Flashdance (1983) di Adrian Lyne, che lui aveva in precedenza elogiato. Infine visita il luogo dove venne assassinato Pier Paolo Pasolini. Nella seconda parte, Isole, la più disimpegnata e divertente, incontra un amico che non ama la televisione. Insieme girano le isole Eolie fino a quando la tranquillità e la solitudine non fanno esplodere l’amico, che si converte a Beautiful e a Chi l’ha visto? e fugge verso il continente.

mercoledì 25 maggio 2011

Aprile

di Nanni Moretti

Italia 1998, commedia, 78'. Con Nanni Moretti, Silvio Orlando, Silvia Nono, Pietro Moretti, Agata Apicella Moretti, Nuria Schoenberg, Silvia Bonucci, Quentin de Fouchecour, Renato De Maria, Claudio Francia, Jacopo Francia, Matilde Francia, Daniele Luchetti, Giovanna Nicolai, Nicola Piepoli, Corrado Stajano, Angelo Barbagallo, Marco Messeri, Andrea Molaioli.

❋❋❋½

Locandina

Aprile inizia con il discorso di Emilio Fede al Tg4 per annunciare la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 1994, e Moretti che dice: «La sera del 28 marzo del 1994, quando vinse la destra, per la prima volta in vita mia mi feci una canna». Dopo Caro diario, Moretti torna a  fondere vita politica e vita quotidiana. E lo fa, ancora una volta, con la forma episodica, molto libera, del diario. L’aprile del titolo è quello del 1996, un mese che porta due lieti eventi nella vita del regista: la nascita del figlio Pietro e, appena tre giorni dopo, la vittoria della sinistra (del centro-sinistra) alle elezioni politiche anticipate con la coalizione guidata da Prodi. Aprile è uno dei film più sereni e spensierati di Moretti. Solare, leggero, divertito, divertente. Qui il regista non vuole fare nessuna morale, né indagare in alcun modo la psicologia dei personaggi come in film quali Bianca o La stanza del figlio: vuole raccontarsi e raccontare il suo Paese, attraverso alcuni episodi come la manifestazione del 25 aprile sotto la pioggia contro il governo Berlusconi, le manifestazioni leghiste a Venezia e lo sbarco dei profughi albanesi in Puglia.

martedì 3 maggio 2011

Palombella rossa

di Nanni Moretti

Italia 1989, commedia, 89'. Con Nanni Moretti, Silvio Orlando, Mariella Valentini, Alfonso Santagata, Claudio Morganti, Asia Argento, Eugenio Masciari, Mario Patanè, Antonio Petrocelli, Remo Remotti, Fabio Traversa, Giovanni Buttafava, Gabriele Ceracchini, Luisanna Pandolfi, Imre Budavari, Mauro Maugeri, Marco Messeri, Daniele Luchetti, Carlo Mazzacurati, Raoul Ruiz.

❋❋❋½

Locandina

Palombella rossa è un film riuscito nonostante tutti i suoi limiti. È un’opera autobiografica, con tutti i limiti delle opere autobiografiche, a partire dalla diffusa ma erronea convinzione per la quale le proprie ossessioni personali divengono automaticamente collettive nel momento in cui si fanno pellicola. È un film politico, con tutti i limiti di quei film che, scegliendo di parlare di politica (mezzi) anziché degli ideali (fini) che della politica dovrebbero costituire il vero e proprio cuore pulsante, si impegnano politicamente in modo forse fin troppo diretto. È addirittura un film sportivo, con la pallanuoto che può essere considerata di diritto la vera protagonista del film. Ecco, dall’accostamento di queste tre anime — autobiografica, politica e sportiva — nasce tuttavia un film così inconsueto da risultare a tratti quasi misterioso, e sicuramente unico e inimitabile. Michele Apicella è un funzionario del PCI che in seguito ad un incidente stradale si ritrova senza memoria. Il film si sviluppa intorno a una partita di pallanuoto (sport praticato sin da adolescente dal regista) in cui il protagonista cerca di ritrovare la memoria perduta attraverso un riaffiorare di ricordi confusi e ed una realtà che non riesce a comprendere o nella quale non si riconosce.

mercoledì 27 aprile 2011

Habemus Papam

di Nanni Moretti

Italia / Francia 2011, commedia, 102'. Con Michel Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy, Franco Graziosi, Leonardo Della Bianca,Camilla Ridolfi, Camillo Milli, Roberto Nobile, Gianluca Gobbi, Ulrich von Dobschütz, Dario Cantarelli, Manuela Mandracchia, Teco Celio, Roberto De Francesco, Chiara Causa, Massimo Dobrovic.

❋❋½

Locandina

Nanni Moretti compone un elogio — insicuro e pieno di dubbi — del diritto all’insicurezza e al dubbio. Siamo a Roma, dove dopo la morte del pontefice si riunisce il conclave col compito di eleggere il nuovo Papa. Dopo alcune fumate nere e contro ogni aspettativa, viene eletto a sorpresa l’anziano cardinale francese Melville. Al momento della pubblica proclamazione, mentre il cardinale protodiacono è in procinto di annunciare — pronunciando la famosa formula latina — il nome del nuovo Papa alla folla dei fedeli riuniti in piazza San Pietro, il neo-eletto ha una violenta crisi di panico e fugge via nello sconcerto generale, interrompendo la cerimonia prima che sia pubblicamente proclamata la sua elezione. Il regista di Bianca e La stanza del figlio parte da questa affascinante immagine — l’uomo che dovrebbe essere guidato dalla mano di Dio e guidare i fedeli a sua volta, che sprofonda nell’insicurezza e nella depressione — per costruire, insieme a Francesco Piccolo e Federica Pontremoli (che firmano nuovamente la sceneggiatura con lui dopo il mediocre e sopravvalutato Il Caimano), un invito un po’ scontato ad un ritorno ad una Fede (e non solo) fatta di più dubbi e meno certezze.

giovedì 17 marzo 2011

I ragazzi stanno bene

di Lisa Cholodenko

The Kids Are All Right, USA 2010, commedia, 106'. Con Julianne Moore, Annette Bening, Mark Ruffalo, Mia Wasikowska, Josh Hutcherson, Yaya DaCosta, Kunal Sharma, Eddie Hassell, Zosia Mamet, Joaquín Garrido, Rebecca Lawrence, Lisa Eisner, Eric Eisner, Sasha Spielberg, James MacDonald, Margo Victor.

❋❋❋½

Locandina originale

La tesi che il film di Lisa Cholodenko vuole sostenere è esplicita sin dal titolo: The Kids Are All Right, i ragazzi sono “apposto”, non è vero che i bambini cresciuti in una famiglia omosessuale — in questo caso, lesbica — saranno necessariamente “diversi” da quelli allevati da genitori eterosessuali, così come non è detto che questi ultimi saranno necessariamente “uguali”. C’è una scena nel film particolarmente divertente e in un certo senso paradossale, quella in cui le due mamme si preoccupano pensando che il loro figlio maschio stia per rivelare loro di essere gay: si tratta, forse, della scena-chiave di tutto il film. Jules e Nic sono una coppia lesbica e madri di due ragazzi concepiti tramite inseminazione artificiale. Quando la figlia maggiore, Joni, compie diciotto anni, il fratello minore Laser la convince a contattare la banca del seme al fine di scoprire chi sia il loro padre biologico. I ragazzi scoprono che si tratta di Paul, un quarantenne ristoratore che vive alla periferia di Los Angeles. Quando Jules e Nic scopriranno l’accaduto, saranno costrette loro malgrado ad introdurre Paul nel loro ménage familiare.

giovedì 10 marzo 2011

Amore & altri rimedi

di Edward Zwick

Love and Other Drugs, USA 2010, commedia, 112'. Con Jake Gyllenhaal, Anne Hathaway, Oliver Platt, Hank Azaria, Josh Gad, Gabriel Macht, Judy Greer, George Segal, Jill Clayburgh, Kate Jennings Grant, Katheryn Winnick, Kimberly Scott, Peter Friedman, Nikki Deloach, Natalie Gold, Megan Ferguson, Michael Benjamin Washington.

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Locandina originale

Amore & altri rimedi è una commedia sentimentale senza troppe pretese. Non è originale, non ha niente di profondo da comunicare (o meglio, niente che si potrebbe dire profondo se non vivessimo nell’epoca in cui ci tocca vivere), ripropone per l’ennesima volta schemi ben consolidati e forse un po’ usurati. La regia di Edward Zwick è prevedibilmente anonima. Eppure, il film funziona, ed il merito è prima di tutto dei due protagonisti, affiatati e credibili. Anne Hathaway in particolare è molto bella e almeno altrettanto brava, il suo sorriso radioso riempie lo schermo di una luce intensa. Jamie Randall è un donnaiolo che lavora come rappresentante di prodotti farmaceutici, tra cui il viagra, per un'importante industria farmaceutica, Pfizer. Il suo fascino e la sua parlantina lo rendono uno dei migliori nel suo campo, con un promettente futuro. Durante una delle sue vendite conosce Maggie Murdock, una donna affetta dal morbo di Parkinson dal carattere sorprendente e che spesso lascia Jamie interdetto per quanto è diretta e chiara.

giovedì 17 febbraio 2011

Il sorpasso

di Dino Risi

Italia 1962, commedia, 108', b/n. Con Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant, Catherine Spaak, Claudio Gora, Luciana Angiolillo, Linda Sini, Barbara Simon, Lilly Darelli, Mila Stanic, Nando Angelini, Luigi Zerbinati, Franca Polesello, Edda Ferronao, John Francis Lane, Bruna Simionato, Annette Vadim.

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Locandina

Il sorpasso è un incontro tra due mondi e personalità agli antipodi. È il capolavoro di un Dino Risi in stato di grazia, sia contenutistico che formale, grazie anche a collaboratori di prim’ordine (Alfio Contini incornicia il film in un bel bianco e nero). Siamo a Roma durante il Ferragosto, quando la città è quasi completamente deserta. All’inizio del film, vediamo Bruno Cortona, quarantenne vigoroso amante della guida sportiva e delle belle donne, vagare alla ricerca di un pacchetto di sigarette e di un telefono pubblico. Lo accoglie in casa lo studente di legge Roberto Mariani, un ragazzo tranquillo rimasto in città per preparare gli esami. Sulla spinta dell’invadenza ed esuberanza del Cortona, i due intraprendono un viaggio in auto che li porterà verso mete occasionali sempre più distanti. Si è sottolineato più volte come il personaggio interpretato in questo film da un Vittorio Gassman particolarmente istrionico — la parte era stata inizialmente scritta per Alberto Sordi — incarni come pochi altri molti difetti degli italiani, nel periodo del Boom ma non solo: l’euforia artificiale, l’irresponsabilità, la furbizia, la spavalderia che sfocia a tratti nell’arroganza, la pienezza di vita dietro cui si nasconde il vuoto più sconcertante.

giovedì 3 febbraio 2011

Qualunquemente

di Giulio Manfredonia

Italia 2011, commedia, 96'. Con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Salvatore Cantalupo, Luigi Maria Burruano.

❋❋½

Locandina

Che dilatato in un film di un’ora e mezza il geniale e purtroppo attualissimo sketch televisivo di Albanese non avrebbe potuto conservare intatta la sua genialità, era evidente fin dapprincipio. Che costruire una storia, per quanto poco elaborata, intorno al personaggio di Cetto La Qualunque avrebbe significato renderlo meno macchiettistico e di conseguenza cancellare gran parte della sua vis comica, anche. Che il successo del film sarebbe dipeso in gran parte dai personaggi secondari, era ancora più chiaro. Ecco, partiamo proprio da qui: la bravissima Lorenza Indovina (Un amore, Almost Blue), quasi irriconoscibile, si regala generosamente, entusiasticamente — e un po’ masochisticamente — in un’interpretazione comica (la moglie di Cetto) per lei insolita e forse proprio per questo sufficientemente divertente. Mentre il personaggio di Sergio Rubini (Gennaro Salerno detto Gerry, ovvero il consulente di immagine di Cetto) è molto più infelice, tanto che considerarlo “comico” è quasi del tutto fuori luogo. Il figlio di Cetto infine, interpretato da Davide Giordano, è a metà strada tra la figlia di Fantozzi e il figlio di uno dei tanti logorroici di verdoniana memoria, e sa un po’ troppo di già visto.

martedì 18 gennaio 2011

La ragazza con la pistola

di Mario Monicelli

Italia 1968, commedia, 102'. Con Monica Vitti, Stanley Baker, Carlo Giuffrè, Corin Redgrave, Anthony Booth, Aldo Puglisi, Tiberio Murgia, Dominic Allan, Deborah Stanford, Catherine Feller, Helen Downing, Janet Brandes, Natasha Harwood, Stefano Satta Flores.

❋❋❋½

Locandina

La ragazza con la pistola è un film simpatico. Non è certo tra i capolavori di Mario Monicelli, ma resta una commedia parecchio strampalata e, nonostante non riesca a reggere il ritmo iniziale fino alla fine, riuscita.  È un film che rientra senz’altro in quel famoso filone della commedia all’italiana che, tra la seconda metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta e al fianco del cinema d’autore, fece grande il cinema italiano. Anche se, complice forse l’ambientazione anglosassone, c’è qualcosa di un po’ hollywoodiano — alla Wilder o alla Edwards — in questa commedia. Che all’epoca, non a caso, venne candidata al premio Oscar come miglior film straniero e che si ricorda, non secondariamente, per aver lanciato definitivamente Monica Vitti come attrice brillante dopo essere stata la musa, non solo artistica, di Michelangelo Antonioni (che fu infatti il suo primo compagno). Assunta Patanè è una giovane siciliana che viene rapita per errore da Vincenzo Macaluso. Lei, che è segretamente innamorata di lui, si lascia sedurre e abbandonare. Il giorno dopo infatti lei si sveglia sola e scopre che l’uomo è fuggito nel Regno Unito per evitare le conseguenze del suo gesto. Assunta — che non ha padre né fratelli — è costretta a difendere il suo onore da sé e parte quindi per l’Oltremanica armata di pistola e decisa ad uccidere il suo seduttore.

giovedì 30 dicembre 2010

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

di Woody Allen

You Will Meet a Tall Dark Stranger, USA / Spagna 2010, commedia, 98'. Con Naomi Watts, Gemma Jones, Anthony Hopkins, Josh Brolin, Antonio Banderas, Freida Pinto, Anna Friel, Lucy Punch, Pauline Collins, Ewen Bremner, Eleanor Gecks, Christian McKay, Neil Jackson.

❋❋❋½

Locandina originale

Woody Allen non sforna un capolavoro da tempo. Forse sarà diventato un po’ ripetitivo, ma i suoi film raramente ci lasciano con la sensazione che non sia valsa la pena di vederli. Accontentiamoci (per modo di dire). Uno dei suoi punti di forza incontestabili resta la direzione degli attori (qualche anno fa riuscì a far recitare persino Colin Farrell!): in questo caso, un cast che sulla carta avrebbe potuto apparire male assortito si rivela invece estremamente azzeccato e affiatato, con una menzione speciale per la bravissima Gemma Jones, mentre il personaggio più divertente ma anche più scontato è quello di Anthony Hopkins. Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni è un titolo molto beneaugurante nella traduzione italiana, mentre l’originale You Will Meet a Tall Dark Stranger lo è molto meno. Lo straniero alto e vestito di nero che — chi prima, chi poi — tutti incontreremo è, ovviamente, la Morte, nella raffigurazione bergmaniana de Il settimo sigillo, da sempre presente nel cinema del regista. Alfie è un uomo ormai anziano che lascia la moglie Helena per un’avvenente squillo di nome Charmaine che è interessata solo al suo portafogli e non certo alle sue prestazioni dopate da pillole di Viagra.

giovedì 2 dicembre 2010

L’estate di Kikujiro

di Takeshi Kitano

Kikujiro no natsu, Giappone 1999, commedia, 121'. Con Takeshi Kitano, Yusuke Sekiguchi, Kayoko Kishimoto, Kazuko Yoshiyuki, Yûko Daike, Beat Kiyoshi, Gurêto Gidayû, Rakkyo Ide.

❋❋❋❋½

Locandina italiana

Takeshi Kitano firma qui un film che possiede la fresca semplicità di un sentiero di campagna. Masao è un bambino che abita a Tokyo con la nonna che lavora tutto il giorno. Con l’arrivo dell’estate, Masao inizia a sentirsi solo: i suoi amici sono partiti per le vacanze e il campo di pallone dove gioca è ormai deserto. Decide quindi di andare alla ricerca di sua madre, che non conosce e che vive vicino al mare. Un’amica di sua nonna gli affianca Kikujiro, un cinquantenne dai modi sgarbati che lo accompagnerà nel suo viaggio. Takeshi Kitano dirige un film che è contemporaneamente un road-movie ed un elogio dell’infanzia — di “spirito” piuttosto che anagrafica — accostando due personaggi che sarebbe davvero difficile immaginare più diversi: tanto Kikujiro è scorbutico e prepotente con tutti quelli che incontra, quanto Masao è ingenuo e gentile. Anche se in realtà Kikujiro è un personaggio molto più sfaccettato di quanto potrebbe sembrare inizialmente: ha acquisito molti lati negativi dell’essere adulti, ma ha anche saputo conservare intatta quell’ingenuità infantile che gli permette di guardare alla vita senza pesantezza e con grande ottimismo, lasciandosi alle spalle ogni negatività. In fondo, la favola de L’estate di Kikujiro sarebbe anche molto amara, con Masao che è stato abbandonato da una madre che si è rifatta una vita risposandosi e lo stesso Kikujiro che ad un certo punto ritrova la propria madre ormai anziana in un ospizio: entrambi i personaggi condividono un’orfanezza che se per Masao è letterale, per Kikujiro assume i tratti di una sostanziale solitudine che non è di certo meno dolorosa.

venerdì 19 novembre 2010

Potiche – La bella statuina

di François Ozon

Potiche , Francia 2010, commedia, 103'. Con Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Fabrice Luchini, Karin Viard, Judith Godrèche, Jérémie Rénier, Evelyne Dandry, Bruno Lochet, Sergi López.

❋❋❋½

Locandina originale

Il termine potiche in francese designa un piccolo vaso di porcellana, privo di valore siccome il suo unico scopo è quello di fungere da oggetto di arredamento. François Ozon si basa su una pièce del 1980 di Barillet e Grédy per prendersi una pausa da altre opere più impegnative e severe (come il precedente Il rifugio) con una commedia che — per l’impostazione teatrale e la cura del décor — si inserisce nel solco di 8 donne e un mistero. Siamo in Francia, verso la fine degli anni Settanta. Suzanne è sposata con un uomo dispotico ed altamente maschilista, l’industriale Robert Pujol, che la considera niente più di una “bella statuina”, mero oggetto da tenere in casa al pari di qualsiasi altro soprammobile. L’occasione per rivendicare il proprio orgoglio femminile e il proprio ruolo le arriva quando il marito, a causa di uno sciopero, di un sequestro e di un infarto, è impossibilitato a gestire la propria fabbrica di ombrelli. Una deliziosa Catherine Deneuve apre il film mentre fa jogging in tuta rossa nei boschi e mentre — come nemmeno in un film Disney — si ferma incantata ad osservare gli abitanti della natura. È lei la protagonista indiscussa di Potiche: Ozon abbandona qui la parziale misoginia di 8 donne e un mistero per intessere invece, tramite la rivolta di Suzanne, un elogio femminile (femminista) a 360 gradi.

domenica 3 ottobre 2010

La pecora nera

di Ascanio Celestini

Italia 2010, commedia, 93'. Con Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis, Barbara Valmorin, Nicola Rignanese, Luigi Fedele, Alessia Berardi, Alessandro Marverti, Mauro Marchetti.

❋❋½

Locandina

Ad Ascanio Celestini bisogna riconoscere il merito di aver girato un film abbastanza inconsueto per l’attuale panorama cinematografico italiano. Una commedia che non lascia fuori campo il dramma, il dolore, l’infelicità, ma che li affronta in background senza nasconderli ed anzi facendone il perno della comicità strampalata del film. La parte più felice è la prima, in cui vediamo Nicola bambino nei “favolosi anni ‘60” alle prese con i suoi problemi a scuola, con la nonna contadina e con il padre ed i fratelli che lo maltrattano, mentre la madre è stata rinchiusa in manicomio per problemi psichiatrici. L’infanzia di Nicola, che ben presto verrà considerato pazzo e dovrà inventarsi un amico che in realtà non esiste per far fronte alla sua solitudine, è descritta nel film attraverso un immaginario divertente e personalissimo, commentato dalla voce fuori campo di Celestini che, in questa prima parte, non è mai pesante o eccessiva; bellissima, in particolare, la scena dei ragni con Nicola e Marinella bambini.

martedì 21 settembre 2010

Borotalco

di Carlo Verdone

Italia 1982, commedia, 107'. Con Carlo Verdone, Eleonora Giorgi, Christian De Sica, Angelo Infanti, Enrico Papa, Roberta Manfredi, Mario Brega, Moana Pozzi.

❋❋½

Locandina

Carlo Verdone è decisamente più portato per il comico macchiettistico che per la commedia. Borotalco — che è il suo terzo film dopo Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone — ne è la dimostrazione. La trama è esile esile. Sergio Benvenuti è un giovanotto mite ed imbranato che trova lavoro come venditore porta a porta di enciclopedie musicali. Nadia è una sua bellissima e bravissima collega e fan scatenata di Lucio Dalla, da cui lui vorrebbe imparare come riuscire a vendere di più. Combina telefonicamente con lei un appuntamento in casa di un cliente, il carismatico “architetto” Manuel Fantoni. «L’abito fa il monaco» è la battuta-chiave del film, che però non è mai graffiante come vorrebbe nei confronti di una gioventù per la quale l’apparenza è tutto e l’essere nulla: una nuvola di borotalco, appunto. Da questo punto di vista, il film non è invecchiato per niente, mentre suonano oggi abbastanza datate — per fortuna — le battute sulla (presunta) omosessualità o bisessualità di famosi attori cinematografici.

lunedì 20 settembre 2010

Colazione da Tiffany

di Blake Edwards

Breakfast at Tiffany's, USA 1961, commedia, 115'. Con Audrey Hepburn, George Peppard, Patricia Neal, Buddy Ebsen, Martin Balsam, José Luis de Villalonga, John McGiver, Alan Reed, Mickey Rooney.

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Locandina italiana

Questo film non è certo il migliore di Blake Edwards, ma è diventato un vero e proprio classico soprattutto per l’interpretazione di Audrey Hepburn, eletta con il passare del tempo a simbolo di eleganza. All’inizio del film la vediamo mangiare cornetti e caffè davanti alle vetrine di Tiffany e poi camminare per la strada deserta: inquadrature che sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo. Holly è una giovane ragazza che per vivere fa la prostituta d’alto bordo e chiama le sue prestazioni “fare la toeletta”. In questo modo riesce a condurre una vita mondana fatta di frequentazioni dell’alta società. Paul è uno scrittore in crisi d’ispirazione che si fa mantenere da una matura signora benestante e che viene a vivere nello stesso palazzo di Holly. I due inevitabilmente si incontrano. Tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote, Colazione da Tiffany ha per protagonisti due personaggi disadattati e apparentemente avidi di denaro che sembrano aver rinunciato all’amore per puro istinto di sopravvivenza.

domenica 19 settembre 2010

Fratelli in erba

di Tim Blake Nelson

Leaves of Grass, USA 2009, commedia, 105'. Con Edward Norton, Keri Russell, Tim Blake Nelson, Susan Sarandon, Richard Dreyfuss, Lucy DeVito, Kent Jude Bernard, Amelia Campbell, Leo Fabian, Tina Parker, Ty Burrell, Pruitt Taylor Vince.

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Locandina italiana

Edward Norton è stato candidato all’Oscar per la sua interpretazione d’esordio in Schegge di paura, dove era un chierichetto con gravi sdoppiamenti di personalità che veniva accusato di omicidio. In Fight Club di David Fincher si è confrontato nuovamente con il tema del doppio, al fianco di Brad Pitt. Sulla carta, quindi, questo Fratelli in erba — il titolo affibbiatogli dai distributori italiani ovviamente sottolinea l’aspetto commedia, mentre quello originale cita la più famosa raccolta di poesie di Walt Whitman — poteva essere interessante. Norton interpreta infatti due fratelli gemelli, Bill e Brady Kincaid: il primo è un professore di filosofia alla Ivy League, il secondo invece vive ancora in Oklahoma, dove sono nati, e coltiva marijuana. Quando è costretto a tornare nella sua città natale, Bill si troverà coinvolto in un losco piano organizzato dal fratello per smascherare un importante trafficante di droga. La tecnologia odierna consente a Norton di essere spesso doppiamente presente sullo schermo; e i due personaggi da lui interpretati sono di carattere così opposto che ci si dimentica ben presto che è lo stesso attore ad interpretarli: tanto Bill è serio, colto, tranquillo, quanto Brady è burlone, ignorante e casinista.

domenica 5 settembre 2010

Una proposta per dire sì

di Anand Tucker

Leap Year , USA / Irlanda 2010, commedia, 100'. Con Amy Adams, Matthew Goode, Adam Scott, John Lithgow.

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Locandina italiana

Secondo un’antica tradizione irlandese, il 29 febbraio è l’unico giorno in cui sia permesso a una donna fare la proposta di matrimonio, rompendo la convenzione per cui dev’essere per forza l’uomo a chiedere la mano. Dopo aver ricevuto in dono dal suo fidanzato Jeremy, un cardiologo, un paio di orecchini al posto del tanto atteso anello, Anna decide quindi di recarsi a Dublino per seguire la leggenda irlandese e quindi chiedere la mano di sua iniziativa. Ma per una serie di sfortunatissime coincidenze non riesce a raggiungere la destinazione, ed è costretta così ad accettare l’aiuto del burbero cuoco Declan. Il prosieguo è quanto di più prevedibile si possa immaginare, e potete intuire senza sforzarvi troppo che cosa scoccherà tra i due. La commediola sentimentale in questione, infatti, segue tutti gli stereotipi del genere: le schermaglie “affettuose” tra lei (oca ma candida) e lui (burbero ma affascinante); le difficoltà più inverosimili che i due devono affrontare per arrivare a Dublino; il lieto fine d’obbligo.