di David Lean
Brief Encounter, Gran Bretagna 1945, mélo, 86', b/n. Con Celia Johnson, Trevor Howard, Stanley Holloway, Joyce Carey, Cyril Raymond, Everley Gregg, Marjorie Mars, Margaret Barton.
In questo raffinatissimo e poi più volte imitato film che impose David Lean all’attenzione internazionale, si vedono spesso dei treni attraversare lo schermo. Treni che arrivano e poi subito ripartono, treni che sfrecciano via veloci nella notte, immersi nel biancore inconsistente del loro stesso vapore e dai cui finestrini fuoriesce una luce irreale, accecante, quasi spettrale. In Breve incontro ci sono due esseri che si incontrano e si amano, niente di più, niente di meno: tanto basta a fare cinema. La casalinga Laura ed il chirurgo Alec si conoscono per caso in una stazione ferroviaria e a poco a poco prendono ad incontrarsi, durante i loro trasferimenti quotidiani, decidendo di frequentarsi nonostante siano entrambi sposati. I loro incontri fugaci, al cinema, in un parco, al ristorante, in casa di un amico, sembrano però preda di un destino beffardo che tiene il loro amore appeso a un filo. Tratto dall’omonima commedia per il teatro di Noël Coward (che aveva collaborato con Lean già per ben tre film), Breve incontro è un film intimista e pudico: come gli amanti di un altro capolavoro del mélo, In the mood for love di Wong Kar-Wai, i due protagonisti non hanno certo bisogno di “consumare” la loro relazione extraconiugale per soffrire e sapere di essersi amati. È un film che parla di sentimenti su ogni piano.