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domenica 11 settembre 2011

Falso movimento

di Wim Wenders

Falsche Bewegung, Germania 1975, drammatico, 103'. Con Rüdiger Vogler, Hans Christian Blech, Hanna Schygulla, Nastassja Kinski, Peter Kern, Ivan Desny, Marianne Hoppe, Lisa Kreuzer, Adolf Hansen.

❋❋½

Locandina originale

Wim Wenders si ispira lontanamente al romanzo Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di J. W. Goethe (adattato da Peter Handke) per affrontare — nel secondo capitolo della cosiddetta “trilogia della strada” — tematiche non da poco come l’alienazione dell’uomo moderno, la sua difficoltà nel comunicare coi propri simili, e soprattutto il “falso movimento” (titolo bellissimo) di chi, desiderando in apparenza muoversi verso gli altri per liberarsi della propria solitudine, non nutre in realtà alcuna intenzione di percorrere un solo centimetro in tale direzione: «In realtà il mio unico desiderio era di rimanere solo e indisturbato nella mia apatia. Lì, sullo Zugspitze, aspettavo che succedesse qualcosa; ma non accadde nulla. Perché ero fuggito? Perché avevo lasciato gli altri? […] Era come se avessi perduto e continuassi a perdere qualcosa ad ogni nuovo movimento...». È forse questo il motivo per cui, se questo film può essere considerato un road-movie al pari degli altri due capitoli della trilogia, ci si sposta comunque molto meno che in Alice nelle città o Nel corso del tempo, e quasi sempre ci si muove a piedi in lunghi ed estenuanti piani-sequenza.

domenica 3 luglio 2011

Il Caimano

di Nanni Moretti

Italia / Francia 2006, drammatico, 112'. Con Silvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Nanni Moretti, Elio De Capitani, Dario Cantarelli, Antonio Catania, Cecilia Dazzi, Martina Iero, Luisa De Santis, Giacomo Passarelli, Daniele Rampello, Toni Bertorelli, Anna Bonaiuto, Valerio Mastandrea, Giuliano Montaldo, Tatti Sanguineti, Jerzy Stuhr, Michele Placido, Paolo Virzì, Paolo Sorrentino, Carlo Mazzacurati, Antonello Grimaldi, Stefano Rulli, Antonio Petrocelli, Paolo De Vita, Giancarlo Basili, Lorenzo Alessandri, Giovanna Nicolai, Matteo Garrone.

❋❋½

Locandina

Il Caimano è un film almeno tre volte inutile. È inutile perché è un film su Silvio Berlusconi e sulle sue origini politiche che si limita ad enunciare verità del tipo “i soldi di Berlusconi non sono piovuti dal cielo” oppure “Berlusconi entrò in politica per non andare in galera”: capirai che scottanti rivelazioni da cinema di denuncia impegnato (quello alla Elio Petri che non a caso viene evocato nel film). È inutile perché è un film su una crisi di coppia che non riesce mai a distaccarsi dalle solite banalità trite e ritrite sul tema (a partire dai problemi che per i figli possono derivare da una separazione), nonostante certe scene che si vorrebbero strazianti (il maglione di Margherita Buy distrutto dalla gelosia di Silvio Orlando). È inutile perché è l’ennesimo, noioso film sul cinema nel cinema per il quale non sarebbe il caso di scomodare Fellini e il suo , se non per maledirlo del suo nefasto effetto a livello di proseliti. Un produttore cinematografico di film di serie B, Bruno Bonomo, che negli anni Settanta si dedicava al cinema trash con la moglie, attraversa un momento difficile, sia professionalmente sia umanamente: la sua casa produttrice è sull’orlo del fallimento ed il suo matrimonio sta andando in pezzi. La sua unica ancora di salvezza sembra essere il copione di una giovane regista, Teresa, che decide di girare un film intitolato Il Caimano, film che vuole raccontare la storia di Silvio Berlusconi.

mercoledì 27 aprile 2011

Habemus Papam

di Nanni Moretti

Italia / Francia 2011, commedia, 102'. Con Michel Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy, Franco Graziosi, Leonardo Della Bianca,Camilla Ridolfi, Camillo Milli, Roberto Nobile, Gianluca Gobbi, Ulrich von Dobschütz, Dario Cantarelli, Manuela Mandracchia, Teco Celio, Roberto De Francesco, Chiara Causa, Massimo Dobrovic.

❋❋½

Locandina

Nanni Moretti compone un elogio — insicuro e pieno di dubbi — del diritto all’insicurezza e al dubbio. Siamo a Roma, dove dopo la morte del pontefice si riunisce il conclave col compito di eleggere il nuovo Papa. Dopo alcune fumate nere e contro ogni aspettativa, viene eletto a sorpresa l’anziano cardinale francese Melville. Al momento della pubblica proclamazione, mentre il cardinale protodiacono è in procinto di annunciare — pronunciando la famosa formula latina — il nome del nuovo Papa alla folla dei fedeli riuniti in piazza San Pietro, il neo-eletto ha una violenta crisi di panico e fugge via nello sconcerto generale, interrompendo la cerimonia prima che sia pubblicamente proclamata la sua elezione. Il regista di Bianca e La stanza del figlio parte da questa affascinante immagine — l’uomo che dovrebbe essere guidato dalla mano di Dio e guidare i fedeli a sua volta, che sprofonda nell’insicurezza e nella depressione — per costruire, insieme a Francesco Piccolo e Federica Pontremoli (che firmano nuovamente la sceneggiatura con lui dopo il mediocre e sopravvalutato Il Caimano), un invito un po’ scontato ad un ritorno ad una Fede (e non solo) fatta di più dubbi e meno certezze.

sabato 26 febbraio 2011

Angeli e demoni

di Ron Howard

Angels & Demons, USA 2009, thriller, 138'/146'. Con Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Pierfrancesco Favino, Stellan Skarsgård, Armin Müller-Stahl, Nikolaj Lie Kaas, Thure Lindhardt, David Pasquesi, Cosimo Fusco, Masasa Moyo, Victor Alfieri, Yan Cui, Shelby Zemanek, Jonas Fisch, Kristof Konrad.

❋❋½

Locandina italiana

Angeli e demoni è, cinematograficamente parlando, un sequel de Il codice da Vinci, anche se il libro di Dan Brown era in realtà cronologicamente precedente. Per fortuna, è anche — contro le aspettative che vogliono un sequel sempre peggiore del primo capitolo — un film ben più godibile e riuscito del precedente. Dopo il fallimento del primo capitolo, decisamente scialbo e noioso, di quella che ormai è più che lecito definire una saga (il terzo episodio Il simbolo perduto, sempre dal romanzo omonimo di Brown, è stato annunciato dalla Columbia entro il 2012), lo sceneggiatore Akiva Goldsman è stato affiancato da David Koepp (Jurassic Park, Carlito’s Way), mentre il cast conserva solo Tom Hanks che torna a interpretare il professor Robert Langdon. Questi viene convocato dal Vaticano per decifrare il significato di un simbolo recapitato insieme a una lettera minatoria che sembra ricondurre alla setta degli Illuminati, un’antica confraternita segreta costituita da scienziati ed artisti e che rappresenta anche la più potente organizzazione sotto copertura della Storia: il suo fine è la distruzione totale della Chiesa Cattolica. Tutto questo avviene in un momento estremamente delicato, quello della sede vacante, durante il quale si svolge il conclave per l'elezione del nuovo papa. Sono stati rapiti ben quattro cardinali, che costituiscono i più probabili aspiranti al seggio pontificio.

giovedì 3 febbraio 2011

Qualunquemente

di Giulio Manfredonia

Italia 2011, commedia, 96'. Con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Salvatore Cantalupo, Luigi Maria Burruano.

❋❋½

Locandina

Che dilatato in un film di un’ora e mezza il geniale e purtroppo attualissimo sketch televisivo di Albanese non avrebbe potuto conservare intatta la sua genialità, era evidente fin dapprincipio. Che costruire una storia, per quanto poco elaborata, intorno al personaggio di Cetto La Qualunque avrebbe significato renderlo meno macchiettistico e di conseguenza cancellare gran parte della sua vis comica, anche. Che il successo del film sarebbe dipeso in gran parte dai personaggi secondari, era ancora più chiaro. Ecco, partiamo proprio da qui: la bravissima Lorenza Indovina (Un amore, Almost Blue), quasi irriconoscibile, si regala generosamente, entusiasticamente — e un po’ masochisticamente — in un’interpretazione comica (la moglie di Cetto) per lei insolita e forse proprio per questo sufficientemente divertente. Mentre il personaggio di Sergio Rubini (Gennaro Salerno detto Gerry, ovvero il consulente di immagine di Cetto) è molto più infelice, tanto che considerarlo “comico” è quasi del tutto fuori luogo. Il figlio di Cetto infine, interpretato da Davide Giordano, è a metà strada tra la figlia di Fantozzi e il figlio di uno dei tanti logorroici di verdoniana memoria, e sa un po’ troppo di già visto.

domenica 10 ottobre 2010

Quella sera dorata

di James Ivory

The City of Your Final Destination, USA 2009, drammatico, 117'. Con Anthony Hopkins, Charlotte Gainsbourg, Laura Linney, Omar Metwally, Hiroyuki Sanada, Norma Aleandro, Alexandra Maria Lara, Kate Burton, Norma Argentina, Eliot Mathews.

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Locandina italiana

James Ivory è stato, in passato, un grande regista. Come ogni regista, ha i suoi pregi ed i suoi difetti: le sue famose ricostruzioni ambientali sono sempre impeccabili (tanto da indurre molti a scambiarlo per un regista inglese, mentre in realtà è californiano), gli attori sovente strepitosi, ma la sua cura maniacale dei dettagli e la sua tendenza a soffocare i sentimenti — al pari delle società che spesso descrive — possono farlo sembrare freddo. Con Quella sera dorata adatta il romanzo omonimo di Peter Cameron, la traduzione del cui titolo originale è un verso di una poesia di Elizabeth Bishop che viene citata nel libro, ma di cui nel film non v’è traccia (il titolo italiano del film risulta dunque incomprensibile senza aver letto il libro). Omar Razaghi è uno studente di origini iraniane che si è diplomato all’università del Colorado. Gli viene assegnata una borsa di studio per scrivere la biografia ufficiale dello scomparso scrittore latino-americano Jules Gund. Quando la Fondazione Gund gli nega l’autorizzazione, allora Omar, su consiglio della sua fidanzata Deirdre, si reca in Uruguay per incontrare gli eredi — la vedova, il fratello e la giovane amante del defunto — e chiedere loro di cambiare idea.

domenica 3 ottobre 2010

La pecora nera

di Ascanio Celestini

Italia 2010, commedia, 93'. Con Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis, Barbara Valmorin, Nicola Rignanese, Luigi Fedele, Alessia Berardi, Alessandro Marverti, Mauro Marchetti.

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Locandina

Ad Ascanio Celestini bisogna riconoscere il merito di aver girato un film abbastanza inconsueto per l’attuale panorama cinematografico italiano. Una commedia che non lascia fuori campo il dramma, il dolore, l’infelicità, ma che li affronta in background senza nasconderli ed anzi facendone il perno della comicità strampalata del film. La parte più felice è la prima, in cui vediamo Nicola bambino nei “favolosi anni ‘60” alle prese con i suoi problemi a scuola, con la nonna contadina e con il padre ed i fratelli che lo maltrattano, mentre la madre è stata rinchiusa in manicomio per problemi psichiatrici. L’infanzia di Nicola, che ben presto verrà considerato pazzo e dovrà inventarsi un amico che in realtà non esiste per far fronte alla sua solitudine, è descritta nel film attraverso un immaginario divertente e personalissimo, commentato dalla voce fuori campo di Celestini che, in questa prima parte, non è mai pesante o eccessiva; bellissima, in particolare, la scena dei ragni con Nicola e Marinella bambini.

martedì 21 settembre 2010

Borotalco

di Carlo Verdone

Italia 1982, commedia, 107'. Con Carlo Verdone, Eleonora Giorgi, Christian De Sica, Angelo Infanti, Enrico Papa, Roberta Manfredi, Mario Brega, Moana Pozzi.

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Locandina

Carlo Verdone è decisamente più portato per il comico macchiettistico che per la commedia. Borotalco — che è il suo terzo film dopo Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone — ne è la dimostrazione. La trama è esile esile. Sergio Benvenuti è un giovanotto mite ed imbranato che trova lavoro come venditore porta a porta di enciclopedie musicali. Nadia è una sua bellissima e bravissima collega e fan scatenata di Lucio Dalla, da cui lui vorrebbe imparare come riuscire a vendere di più. Combina telefonicamente con lei un appuntamento in casa di un cliente, il carismatico “architetto” Manuel Fantoni. «L’abito fa il monaco» è la battuta-chiave del film, che però non è mai graffiante come vorrebbe nei confronti di una gioventù per la quale l’apparenza è tutto e l’essere nulla: una nuvola di borotalco, appunto. Da questo punto di vista, il film non è invecchiato per niente, mentre suonano oggi abbastanza datate — per fortuna — le battute sulla (presunta) omosessualità o bisessualità di famosi attori cinematografici.

domenica 19 settembre 2010

Fratelli in erba

di Tim Blake Nelson

Leaves of Grass, USA 2009, commedia, 105'. Con Edward Norton, Keri Russell, Tim Blake Nelson, Susan Sarandon, Richard Dreyfuss, Lucy DeVito, Kent Jude Bernard, Amelia Campbell, Leo Fabian, Tina Parker, Ty Burrell, Pruitt Taylor Vince.

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Locandina italiana

Edward Norton è stato candidato all’Oscar per la sua interpretazione d’esordio in Schegge di paura, dove era un chierichetto con gravi sdoppiamenti di personalità che veniva accusato di omicidio. In Fight Club di David Fincher si è confrontato nuovamente con il tema del doppio, al fianco di Brad Pitt. Sulla carta, quindi, questo Fratelli in erba — il titolo affibbiatogli dai distributori italiani ovviamente sottolinea l’aspetto commedia, mentre quello originale cita la più famosa raccolta di poesie di Walt Whitman — poteva essere interessante. Norton interpreta infatti due fratelli gemelli, Bill e Brady Kincaid: il primo è un professore di filosofia alla Ivy League, il secondo invece vive ancora in Oklahoma, dove sono nati, e coltiva marijuana. Quando è costretto a tornare nella sua città natale, Bill si troverà coinvolto in un losco piano organizzato dal fratello per smascherare un importante trafficante di droga. La tecnologia odierna consente a Norton di essere spesso doppiamente presente sullo schermo; e i due personaggi da lui interpretati sono di carattere così opposto che ci si dimentica ben presto che è lo stesso attore ad interpretarli: tanto Bill è serio, colto, tranquillo, quanto Brady è burlone, ignorante e casinista.

domenica 5 settembre 2010

Una proposta per dire sì

di Anand Tucker

Leap Year , USA / Irlanda 2010, commedia, 100'. Con Amy Adams, Matthew Goode, Adam Scott, John Lithgow.

❋❋½

Locandina italiana

Secondo un’antica tradizione irlandese, il 29 febbraio è l’unico giorno in cui sia permesso a una donna fare la proposta di matrimonio, rompendo la convenzione per cui dev’essere per forza l’uomo a chiedere la mano. Dopo aver ricevuto in dono dal suo fidanzato Jeremy, un cardiologo, un paio di orecchini al posto del tanto atteso anello, Anna decide quindi di recarsi a Dublino per seguire la leggenda irlandese e quindi chiedere la mano di sua iniziativa. Ma per una serie di sfortunatissime coincidenze non riesce a raggiungere la destinazione, ed è costretta così ad accettare l’aiuto del burbero cuoco Declan. Il prosieguo è quanto di più prevedibile si possa immaginare, e potete intuire senza sforzarvi troppo che cosa scoccherà tra i due. La commediola sentimentale in questione, infatti, segue tutti gli stereotipi del genere: le schermaglie “affettuose” tra lei (oca ma candida) e lui (burbero ma affascinante); le difficoltà più inverosimili che i due devono affrontare per arrivare a Dublino; il lieto fine d’obbligo.

sabato 28 agosto 2010

La leggenda del pianista sull’oceano

di Giuseppe Tornatore

Italia 1998, drammatico, 165'. Con Tim Roth, Pruitt Taylor Vince, Mélanie Thierry, Bill Nunn, Clarence Williams III, Peter Vaughan, Gabriele Lavia.

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Locandina

Il cinema di Giuseppe Tornatore ha due anime. La prima è rappresentata da film piccoli, intimisti, che nascondono più o meno in profondità un lato oscuro, talvolta pessimista. La seconda invece è rappresentata da opere di più ampio respiro (dal punto di vista della durata così come dello sforzo produttivo) in cui è evidente la voglia del regista di stupire ed emozionare ad ogni costo, a discapito di quell’intimismo che è il suo principale punto di forza. Tra queste due anime preferiamo, decisamente, la prima — alla quale purtroppo non appartiene La leggenda del pianista sull’oceano. Il 1° gennaio del 1900, Danny Boodman, un macchinista nero del transatlantico Virginian, trova un neonato abbandonato in una cassetta di limoni nella prima classe della nave. Gli dà come nome il proprio, aggiungendovi la dicitura presente sulla cassetta in cui lo ha trovato (“T.D. Lemon”) ed il secolo appena iniziato (“Novecento”): Danny Boodman T.D. Lemon Novecento cresce a bordo della nave, impara da autodidatta a suonare il piano, e diventa il pianista del Virginian, suonando per i passeggeri durante le serate, nonché per conto proprio, in terza classe, con un altro pianoforte.

venerdì 20 agosto 2010

L’immagine del desiderio

di Bigas Luna

La femme de chambre du Titanic, Francia / Italia / Spagna 1997, erotico, 100'. Con Olivier Martinez, Romane Bohringer, Aitana Sánchez-Gijón, Didier Bezace, Aldo Maccione.

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Locandina italiana

Per Bigas Luna, l’erotismo è immaginazione. Horty è un operaio in una fonderia della Lorena, e gli capita un colpo di fortuna: vince un concorso interno alla sua fabbrica che mette in palio un invito per assistere alla partenza del Titanic (non aspettatevi gli effetti speciali del film di Cameron, che tra l’altro curiosamente è dello stesso anno), a Southampton. Qui conosce Marie, giovane cameriera che sta per imbarcarsi sulla nave e che non sa dove sistemarsi per la notte; Horty le propone quindi, dopo un attimo di esitazione,  di condividere la camera. Questa situazione iniziale — il protagonista e la cameriera del Titanic che condividono la camera, e non solo — non è altro che l’inizio del film, che ruota tutto intorno a questa immagine, che è l’immagine del desiderio del titolo italiano. Ricordata, trasformata, messa in scena a teatro, fantasticata, desiderata, modificata ancora una volta, la notte tra Horty e la cameriera (che lui crede essere morta nel naufragio del transatlantico) viene rievocata in tutte le salse possibili: anche troppe, vista la ripetitività che il film purtroppo assume in tutta la seconda parte.