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giovedì 10 febbraio 2011

INLAND EMPIRE – L’impero della mente

di David Lynch

INLAND EMPIRE, USA / Polonia / Francia 2006, grottesco, 172'. Con Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux, Harry Dean Stanton, Julia Ormond, William H. Macy, Jordan Ladd, Stanley Kamel, Mary Steenburgen, Karolina Gruszka, Jan Hencz, Krzysztof Majchrzak, Grace Zabriskie, Ian Abercrombie, Karen Baird, Bellina Logan, Amanda Foreman, Peter J. Lucas, Cameron Daddo, Jerry Stahl.

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Locandina italiana

Con INLAND EMPIRE  — titolo che, secondo il regista, deve essere scritto tutto in maiuscolo e che è il nome di un’area metropolitana a est di Los Angeles — David Lynch conclude un’ideale trilogia iniziata con Strade perdute (1997) e proseguita, dopo la pausa “lineare” di Una storia vera, con Mulholland Drive (2001). Anche se, probabilmente, INLAND EMPIRE è imparentato in realtà molto più da vicino con il primo film del regista, Eraserhead, con il quale ha in comune comunque solo i limiti, ovvero una incomprensibilità che lì era ancora — e qui ritorna purtroppo ad essere — davvero un po’ troppo programmatica (leggasi cerebrale), oltre che estremizzata (leggasi compiaciuta). All’inizio del film vediamo un uomo ed una donna, entrambi col volto censurato, parlare in polacco: la donna appare confusa e spaventata, mentre l’uomo sembra avere il controllo della situazione e sembra sottomettere la donna (che è forse una prostituta). Poi c’è una ragazza seduta su un letto che piange mentre guarda alla televisione una sitcom interpretata da tre conigli antropomorfi (una puntata della serie Rabbits, girata dallo stesso Lynch). Assistiamo quindi all’insolita e minacciosa visita di una vicina a casa di un’attrice di nome Nikki che ancora non sa se avrà la parte in un film. La vicina le annuncia che sicuramente la parte sarà sua e le mostra quello che accadrà il giorno appresso: Nikki vede se stessa festeggiare per l’assegnazione del ruolo che la vedrà recitare affianco ad un famoso attore di nome Devon.

domenica 17 ottobre 2010

Eraserhead – La mente che cancella

di David Lynch

Eraserhead, USA 1976, grottesco, 89', b/n. Con Jack Nance, Charlotte Stewart, Allen Joseph, Jeanne Bates, Judith Anna Roberts, Laurel Near.

 ❋❋❋❋½

Locandina originale

Il primo film di David Lynch non sfigura rispetto alle opere della maturità e ne riassume anzi in nuce tutta la poetica. La trama è già impossibile da raccontare e, pur presentando vari elementi provenienti da generi diversi come fantascienza, horror, fantastico, risulta arduo incasellare il film in una definizione, tanto è profondamente personale. Vedendo Eraserhead si ha davvero l’impressione di assistere alla nascita di un genio, oltre ad avere l’occasione di rinvenire vere e proprie tracce delle opere successive: dal pavimento a zig-zag di Twin Peaks, al teatrino di Mulholland Drive, alle lampade a luce intermittente che sono una costante del suo cinema (la luce a volte si accende, a volte si spegne di colpo, nella vita di ognuno di noi). A parte la camera da letto in cui si svolge gran parte del film, l’universo esterno di Eraserhead è immerso in uno scenario paradossalmente reale che soffoca il suo protagonista: i paesaggi nei quali si muove all’inizio del film sono paesaggi industriali squallidi e disumanizzanti che potrebbero essere quelli di un film di Antonioni rigirato da una mente perversa.